Nuovo dpcm Natale, cosa succederà ai ristoranti

I punti centrali del decreto sono stati stabiliti, ma a pochi giorni dalle nuove misure i ristoratori sperano ancora di poter aprire per Natale

2 Dicembre 2020 Condividi su Facebook

Sul nuovo Dpcm di Natale sono ore intense di confronto riguardo le nuove misure anti Covid-19, in vista della promulgazione il 3 dicembre. “La riunione di stamattina tra il Governo e le Regioni è andata bene ed è stata costruttiva“, ha detto il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia dopo il vertice con le Regioni, specificando che l’accordo si “è chiuso su due punti fermi che riguarderanno l’impianto principale del Dpcm”.

“Bisogna evitare gli spostamenti tra regioni e mantenere il limite delle 22 per la circolazione” sono questi i due cardini su cui si impernia il provvedimento. Ma tra i nodi più in bilico rimane anche il destino delle attività di ristorazione che speravano nel pranzo e nel cenone di Vigilia, Natale e Capodanno per tirare un sospiro di sollievo in un’annata dai bilanci fallimentari.

Il governo mantiene però la direzione della prudenza mettendo davanti a tutto la necessità di scongiurare una terza ondata di contagi al ritorno dalle festività e non vuole fare passi indietro rispetto alle indicazioni già espresse ai governatori.

Nuovo dpcm Natale, cosa succederà ai ristoranti: le chiusure

Le limitazioni agli spostamenti tra regioni dovrebbero valere dal 21 dicembre fino a domenica 10 gennaio. Il coprifuoco dovrebbe rimanere dalle 22 anche a Natale e Capodanno.

Bar e ristoranti abbasseranno la saracinesca alle 18 come succede adesso nelle regioni gialle, colore che dovrebbe riguardare tutte le regioni, ma dovrebbero rimanere chiusi anche il pranzo del 24 e il 25 dicembre.

Nuovo dpcm Natale, cosa succederà ai ristoranti: l’appello di Iv

Ma le pressioni per concedere delle aperture arrivano innanzitutto dall’interno della stessa maggioranza. “Italia Viva ha chiesto al presidente Conte durante la riunione con i capigruppo di maggioranza in vista del nuovo Dpcm di tenere i ristoranti aperti a pranzo il 25 e 26 dicembre“, come hanno comunicato fonti interne allo stesso partito.

Non sono le uniche richieste arrivate da Iv: il partito di Renzi ha chiesto anche al premier Conte “la possibilità di aprire gli Outlet, essendo considerati centri commerciali all’aperto e che il settore crocieristico resti aperto”.

E hanno tenuto a ribadire che “a ogni chiusura deve corrispondere un ristoro adeguato e immediato”.

Secondo una stima fatta da Coldiretti la chiusura di bar e ristoranti durante le feste di Natale rappresenterà la batosta finale per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro nel 2020.

Da quanto rilevato dall’associazione degli agricoltori, in Italia al momento sono chiusi 2 tra bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi su 3, per un totale di oltre 215 mila locali situati nelle Regioni rosse e arancioni, dove è proibita qualsiasi attività al tavolo.

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